Carbone Pirolitico vs. Carbone Classico: ecco la verità
- BBQ Spark
- 3 giorni fa
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A prima vista, un pezzo di carbone C95 e uno di carbone tradizionale possono sembrare simili, ma le loro proprietà intrinseche sono il risultato di due processi produttivi radicalmente diversi. Queste differenze si manifestano in termini di resa, emissioni e impatto ambientale.

Differenza 1: Il Processo produttivo
Carbone Classico: Viene ottenuto tramite carbonizzazione tradizionale. Il legno viene bruciato parzialmente in presenza limitata di ossigeno (spesso in carbonaie o forni a bassa tecnologia). Questo processo è difficile da controllare, genera molto fumo (emissioni) e lascia nel prodotto finale molte impurità e sostanze volatili, risultando in un contenuto medio di carbonio fisso che si ferma all'80-85%.
Carbone Pirolitico C95: Nasce da un processo tecnologicamente avanzato chiamato pirolisi. Il legno (nel caso del C95, acacia da fonti sostenibili certificate FSC) viene riscaldato in totale assenza di ossigeno all'interno di bioreattori. Le temperature sono controllate e molto elevate, tra i 700°C e i 900°C. Questo metodo elimina le sostanze volatili e concentra il carbonio in forma stabile. Il risultato è un carbone estremamente puro, con un contenuto di carbonio fino al 95%.
Differenza 2: Prestazioni e resa
La purezza chimica del C95 si traduce in prestazioni misurabili. Come già visto, il suo potere calorifico di 9,16 kWh/kg è superiore di circa il 30-40% rispetto ai 6-7 kWh/kg di un carbone vegetale tradizionale.
All'atto pratico, questo significa:
Accensione più rapida: Meno energia sprecata per bruciare impurità o umidità.
Temperatura costante: L'altissimo carbonio fisso (92-95%) garantisce una combustione lenta, regolare e prevedibile.
Durata maggiore: A parità di peso, brucia più a lungo. Per i professionisti, questo significa minori ricariche durante il servizio e un controllo termico superiore.
Differenza 3: Emissioni e fumo
Questa è la differenza più evidente per l'utilizzatore. I carboni tradizionali contengono impurità, umidità e una percentuale significativa di sostanze volatili che, durante la combustione (specialmente in accensione), generano fumo, odori e residui.
Il C95 è depolverato e a fumo ridotto. Grazie alla pirolisi, il suo contenuto di sostanze volatili è bassissimo (8,7%) e quello di ceneri è solo del 2,5% (dati UNI EN ISO 18123:2023). Questo garantisce una combustione pulita, praticamente priva di fumo e odori sgradevoli, preservando il sapore dell'alimento e migliorando l'ambiente di lavoro.
Differenza 4: Sostenibilità
Il C95 è prodotto utilizzando esclusivamente legno di acacia portoghese proveniente da foreste certificate FSC (quindi da tagli sostenibili e rigenerativi). Inoltre, l'intero processo produttivo avviene in bioreattori alimentati esclusivamente da fonti energetiche rinnovabili (come impianti fotovoltaici e biomassa di recupero). Questo rende il bilancio energetico del processo praticamente neutro e l'impatto ambientale quasi nullo.

A questo punto ti rimane solo da provare con le tue mani (e con il tuo barbecue) la differenza tra il C95 ed un carbone tradizionale.



